Dalla rassegna stampa del 30.11.18

http://www.anconatoday.it/cronaca/tagli-ospedale-ancona-licenziamenti.html

Tagli del personale, 57 sanitari in meno sotto l’albero di Natale agli Ospedali Riuniti

Le organizzazioni sindacali Anaao Assomed Marche, Aaroi-Emac, Cgil, Cimo, Cisl Medici, Fassid-Snr, Fvm, hanno appreso che, nonostante la Direzione Generale dagli Ospedali Riuniti abbia presentato un piano strategico elaborato per le necessità dell’ospedale finalizzato a garantire il mantenimento e lo sviluppo delle eccellenze che hanno sempre contraddistinto questa realtà, tale proposta non è stata accettata dalla Regione Marche. Secondo le sigle sindacali unite, intimare alla direzione aziendale il taglio del personale di 57 unità per 1.700.265 euro a causa del superamento dei costi previsti, significa non considerare il raggiungimento degli obiettivi prefissati e la produttività oltre le previsioni, così come che buona parte dei costi sostenuti deriva dal lavoro che questo ospedale effettua per tutti i cittadini marchigiani, sia per gli esami di alta specialità ma soprattutto in quanto ospedale di riferimento per acuti, come da programmazione regionale, con un incremento esponenziale delle centralizzazioni. La parcellizzazione ancora imponente delle strutture sanitarie sul territorio regionale e le guerre di campanile fanno male alla sanità pubblica e, in questi momenti, il Sistema sanitario regionale ne subisce le conseguenze. Avere servizi “azzoppati”, perché privi degli organici minimi per funzionare, mantenere funzioni/reparti indeboliti al loro interno non solo è improduttivo, ma persino pericoloso, per gli utenti e per gli stessi operatori. “Occorre il coraggio delle scelte – chiariscono i referenti sindacali – occorre capire cosa va veramente nella direzione virtuosa dell’efficacia del sistema, e sostenerlo fino in fondo, politicamente ed economicamente”.

Solo pochi giorni fa, in una classifica ufficiale, Ancona figurava ai vertici della sanità nazionale per il posizionamento degli Ospedali Riuniti al terzo posto del sistema salute, grazie alla qualità e ai servizi. Lo stesso ospedale solo poche settimane prima si era aggiudicato la certificazione ISO 9001:2015 per l’organizzazione dei Processi Diagnostico Terapeutico Assistenziali e quello per l’Organizzazione del blocco operatorio. “Ottenere questi riconoscimenti – insistono i rappresentanti sindacali – è stato possibile grazie alle peculiarità e alle eccellenze proprie dell’Ospedale Regionale di Torrette-Salesi che in alcune realtà ha anche evidenziato un incremento del 50% del volume dell’attività, grazie al prezioso e competente lavoro degli operatori che da anni svolgono la loro attività all’interno del nosocomio, con benefici chiari per l’utenza”. Considerando che già oggi, pur con risultati positivi faticosamente ottenuti, si hanno delle carenze di organico nell’ospedale regionale, le OOSS ritengono che i tagli previsti del personale, sia medico che infermieristico, porteranno ad un’inevitabile contrazione dei servizi che penalizzeranno l’utenza; infatti, con tale prospettiva, l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona perderebbe inevitabilmente le sue peculiarità ed invece di avere miglioramenti ed implementazioni al passo con le indicazioni impartite dagli standard ministeriali, avrebbe una retrocessione non augurabile sotto tutti i punti di vista.

Le organizzazioni sindacali pertanto chiedono con sollecitudine alla Regione Marche una revisione della valutazione espressa sull’assetto delle risorse umane della Azienda Ospedali Riuniti, perché una scelta che andrebbe inevitabilmente a discapito della tutela della salute dei cittadini, sia di Ancona che di tutta la regione, non è ammissibile.

 

(ANSA) – ANCONA, 30 NOV – La Regione ha ‘bocciato’ un “piano strategico” elaborato dalla direzione degli Ospedali Riuniti di Ancona “per le necessità dell’ospedale, finalizzato a garantire il mantenimento e lo sviluppo delle eccellenze” e ha intimato alla direzione “il taglio del personale di 57 unità per 1.700.265 euro a causa del superamento dei costi previsti”. Lo affermano in una nota i sindacati Anaao Assomed Marche, Aaroi-Emac, Cgil, Cimo, Cisl Medici, Fassid-Snr, Fvm che chiedono alla Regione di rivedere i tagli. Il piano serviva a sviluppare ancora “eccellenze che hanno sempre contraddistinto questa realtà”, attaccano le sigle sindacali, secondo cui non accettarlo “significa non considerare il raggiungimento degli obiettivi prefissati, la produttività oltre le previsioni, e il fatto che buona parte dei costi deriva dal lavoro dell’ospedale per i marchigiani, per esami di alta specialità e soprattutto in quanto ospedale di riferimento per acuti, come da programmazione regionale, con un incremento delle centralizzazioni”.

https://www.vivereancona.it/2018/12/01/sanit-57-sanitari-in-meno-sotto-lalbero-di-natale-agli-ospedali-riuniti/708277

Sanità: 57 sanitari in meno sotto l’albero di Natale agli Ospedali Riuniti

Ancona 30/11/2018 – 57 sanitari in meno sotto l’albero di Natale agli Ospedali Riuniti. Sigle sindacali unite sul piede di guerra. “Il governo regionale riveda i tagli”

Le organizzazioni sindacali Anaao Assomed Marche, Aaroi-Emac, Cgil, Cimo, Cisl Medici, Fassid-Snr, Fvm, hanno appreso che, nonostante la Direzione Generale dagli Ospedali Riuniti abbia presentato un piano strategico elaborato per le necessità dell’ospedale finalizzato a garantire il mantenimento e lo sviluppo delle eccellenze che hanno sempre contraddistinto questa realtà, tale proposta non è stata accettata dalla Regione Marche. Secondo le sigle sindacali unite, intimare alla direzione aziendale il taglio del personale di 57 unità per 1.700.265 euro a causa del superamento dei costi previsti, significa non considerare il raggiungimento degli obiettivi prefissati e la produttività oltre le previsioni, così come che buona parte dei costi sostenuti deriva dal lavoro che questo ospedale effettua per tutti i cittadini marchigiani, sia per gli esami di alta specialità ma soprattutto in quanto ospedale di riferimento per acuti, come da programmazione regionale, con un incremento esponenziale delle centralizzazioni. La parcellizzazione ancora imponente delle strutture sanitarie sul territorio regionale e le guerre di campanile fanno male alla sanità pubblica e, in questi momenti, il Sistema sanitario regionale ne subisce le conseguenze. Avere servizi “azzoppati”, perché privi degli organici minimi per funzionare, mantenere funzioni/reparti indeboliti al loro interno non solo è improduttivo, ma persino pericoloso, per gli utenti e per gli stessi operatori. “Occorre il coraggio delle scelte – chiariscono i referenti sindacali – occorre capire cosa va veramente nella direzione virtuosa dell’efficacia del sistema, e sostenerlo fino in fondo, politicamente ed economicamente”. Solo pochi giorni fa, in una classifica ufficiale, Ancona figurava ai vertici della sanità nazionale per il posizionamento degli Ospedali Riuniti al terzo posto del sistema salute, grazie alla qualità e ai servizi. Lo stesso ospedale solo poche settimane prima si era aggiudicato la certificazione ISO 9001:2015 per l’organizzazione dei Processi Diagnostico Terapeutico Assistenziali e quello per l’Organizzazione del blocco operatorio.

“Ottenere questi riconoscimenti – insistono i rappresentanti sindacali – è stato possibile grazie alle peculiarità e alle eccellenze proprie dell’Ospedale Regionale di Torrette-Salesi che in alcune realtà ha anche evidenziato un incremento del 50% del volume dell’attività, grazie al prezioso e competente lavoro degli operatori che da anni svolgono la loro attività all’interno del nosocomio, con benefici chiari per l’utenza”.

Considerando che già oggi, pur con risultati positivi faticosamente ottenuti, si hanno delle carenze di organico nell’ospedale regionale, le OOSS ritengono che i tagli previsti del personale, sia medico che infermieristico, porteranno ad un’inevitabile contrazione dei servizi che penalizzeranno l’utenza; infatti, con tale prospettiva, l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona perderebbe inevitabilmente le sue peculiarità ed invece di avere miglioramenti ed implementazioni al passo con le indicazioni impartite dagli standard ministeriali, avrebbe una retrocessione non augurabile sotto tutti i punti di vista. Le organizzazioni sindacali pertanto chiedono con sollecitudine alla Regione Marche una revisione della valutazione espressa sull’assetto delle risorse umane della Azienda Ospedali Riuniti, perché una scelta che andrebbe inevitabilmente a discapito della tutela della salute dei cittadini, sia di Ancona che di tutta la regione, non è ammissibile.

http://www.youtvrs.it/dettaglio.php?id=sanit-57-sanitari-in-meno-sotto-lalbero-di-natale-agli-ospedali-riuniti

Sanità: 57 sanitari in meno sotto l’albero di Natale agli Ospedali Riuniti

Sigle sindacali unite sul piede di guerra. “Il governo regionale riveda i tagli”

Le organizzazioni sindacali Anaao Assomed Marche, Aaroi-Emac, Cgil, Cimo, Cisl Medici, Fassid-Snr, Fvm, hanno appreso che, nonostante la Direzione Generale dagli Ospedali Riuniti abbia presentato un piano strategico elaborato per le necessità dell’ospedale finalizzato a garantire il mantenimento e lo sviluppo delle eccellenze che hanno sempre contraddistinto questa realtà, tale proposta non è stata accettata dalla Regione Marche.

Secondo le sigle sindacali unite, intimare alla direzione aziendale il taglio del personale di 57 unità per 1.700.265 euro a causa del superamento dei costi previsti, significa non considerare il raggiungimento degli obiettivi prefissati e la produttività oltre le previsioni, così come che buona parte dei costi sostenuti deriva dal lavoro che questo ospedale effettua per tutti i cittadini marchigiani, sia per gli esami di alta specialità ma soprattutto in quanto ospedale di riferimento per acuti, come da programmazione regionale, con un incremento esponenziale delle centralizzazioni. La parcellizzazione ancora imponente delle strutture sanitarie sul territorio regionale e le guerre di campanile fanno male alla sanità pubblica e, in questi momenti, il Sistema sanitario regionale ne subisce le conseguenze. Avere servizi “azzoppati”, perché privi degli organici minimi per funzionare, mantenere funzioni/reparti indeboliti al loro interno non solo è improduttivo, ma persino pericoloso, per gli utenti e per gli stessi operatori. “Occorre il coraggio delle scelte – chiariscono i referenti sindacali – occorre capire cosa va veramente nella direzione virtuosa dell’efficacia del sistema, e sostenerlo fino in fondo, politicamente ed economicamente”.
Solo pochi giorni fa, in una classifica ufficiale, Ancona figurava ai vertici della sanità nazionale per il posizionamento degli Ospedali Riuniti al terzo posto del sistema salute, grazie alla qualità e ai servizi. Lo stesso ospedale solo poche settimane prima si era aggiudicato la certificazione ISO 9001: 2015 per l’organizzazione dei Processi Diagnostico Terapeutico Assistenziali e quello per l’Organizzazione del blocco operatorio. “Ottenere questi riconoscimenti – insistono i rappresentanti sindacali – è stato possibile grazie alle peculiarità e alle eccellenze proprie dell’Ospedale Regionale di Torrette-Salesi che in alcune realtà ha anche evidenziato un incremento del 50% del volume dell’attività, grazie al prezioso e competente lavoro degli operatori che da anni svolgono la loro attività all’interno del nosocomio, con benefici chiari per l’utenza”. Considerando che già oggi, pur con risultati positivi faticosamente ottenuti, si hanno delle carenze di organico nell’ospedale regionale, le OOSS ritengono che i tagli previsti del personale, sia medico che infermieristico, porteranno ad un’inevitabile contrazione dei servizi che penalizzeranno l’utenza; infatti, con tale prospettiva, l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona perderebbe inevitabilmente le sue peculiarità ed invece di avere miglioramenti ed implementazioni al passo con le indicazioni impartite dagli standard ministeriali, avrebbe una retrocessione non augurabile sotto tutti i punti di vista.
Le organizzazioni sindacali pertanto chiedono con sollecitudine alla Regione Marche una revisione della valutazione espressa sull’assetto delle risorse umane della Azienda Ospedali Riuniti, perché una scelta che andrebbe inevitabilmente a discapito della tutela della salute dei cittadini, sia di Ancona che di tutta la regione, non è ammissibile.