Comunicato stampa 16.11.2018

Comunicato Stampa

Legge di Bilancio 2019: <Una nuova leva medica per tutelare la salute dei cittadini>

Dichiarazione di:  Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI

 

<Al Governo e al Parlamento chiediamo, con le nostre  proposte emendative alla Legge di Bilancio,   un impegno concreto per l’assunzione di una nuova leva medica, che apra le porte alla professione per migliaia di giovani medici, con il varo di una riforma strutturale della formazione e l’istituzione delle scuole di specializzazione in medicina generale> così Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI,  in merito alla Legge di Bilancio in discussione alla Camera.

<Contemporaneamente, i nostri emendamenti, sottoposti a tutti i gruppi politici, chiedono il tempo pieno per i medici convenzionati 118 con il SSN;  il varo della convenzione per i medici fiscali, che metta fine a 30 anni di precariato per questi colleghi>, conclude Onotri.

Di seguito le proposte emendative dello SMI alla Legge di Bilancio 2019

1 istituzione della scuola di specializzazione di medicina generale; 2 tempo pieno per i medici convenzionati 118 con il SSN; 3 varo della convenzione per i medici fiscali.

  • Specializzazione in medicina generale

Nell’ordinamento di Paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca), la formazione dei medici dell’assistenza primaria avviene all’interno dell’università, sede istituzionalmente preposta alle attività di specializzazione medica post laurea.
Il ministro della salute, di concerto con il ministro  dell’istruzione, sentita la Conferenza Stato Regioni, istituisce con proprio decreto le scuole di specializzazione in «medicina generale», promuovendo un’omogeneizzazione degli attuali percorsi formativi regionali e riportando opportunamente nel contesto universitario tutte le attività di specializzazione medica post laurea.

Per superare la carenza di medici un medicina generale , si applica per i MMG, se convenzionati con il SSN, il tempo pieno, così come previsto per i medici con il rapporto di dipendenza. La norma riguarda sia i medici a quota oraria che a quota capitaria.

Relazione :

Da diverso tempo si riscontra nel nostro Paese la  carenza di medici specialisti e generalisti.  L’accesso alla facoltà di Medicina è a numero chiuso; quindi  sottoposto ad una programmazione nazionale. Il numero di laureati supera, di molte migliaia di unità, il numero di quanti possono accedere ad una qualsiasi specializzazione.

L’iter formativo di medicina generale è oggi affidato alle regioni: prevede un esame di accesso a numero chiuso, che  ha durata triennale ed è articolato attraverso differenti tirocini formativi specifici, con prova   finale.
L’attuale approccio formativo delegato alle regioni è origine di disomogeneità nell’individuazione degli attori della formazione  e  della qualità degli stessi percorsi formativi.

2)Tempo pieno per i medici convenzionati 118 con il SSN

 

“Le Regioni possono individuare aree di attività della emergenza territoriale, al fine del miglioramento dei servizi, richiedono l’instaurarsi di un rapporto d’impiego. A questi fini, i medici in servizio per tali attività, al compimento del quinto anno d’incarico, sono inquadrati a domanda nel ruolo sanitario, nei limiti dei posti delle dotazioni organiche definite e approvate nel rispetto dei principi di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, e previo giudizio di idoneità secondo le procedure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 1997, n. 502. Nelle more del passaggio alla dipendenza, le regioni possono prevedere adeguate forme di integrazione dei medici convenzionati addetti alla emergenza sanitaria territoriale con l’attività dei servizi del sistema di emergenza-urgenza secondo criteri di flessibilità operativa, incluse forme di mobilità interaziendale, come previsto  d.lgs. 502/1992  e successive modificazioni. A tal fine è previsto il passaggio al  rapporto di  dipendenza di tutti i medici convenzionati a tempo indeterminato addetti all’emergenza territoriale, con la possibilità per gli stessi su base volontaria di essere ammessi a posti riservati alla scuola di specializzazione in medicina d’urgenza.

E’ previsto il rapporto di dipendenza nella dotazione organica dell’emergenza-urgenza dei medici 118 attualmente operanti  con convenzione a tempo determinato,  dopo conseguimento specializzazione in medicina di emergenza urgenza”.

Relazione

Su tutto il territorio nazionale l’emergenza preospedaliera e’ organizzata in modo differente, si rende necessario standardizzare  il profilo giuridico e professionale del personale medico per integrare il sistema di emergenza preospedaliera con quella intraospedaliera  al fine di innalzare ai livelli di qualità e di efficienza il sistema di emergenza in Italia .Il decreto 70/2015 ha comportato la  chiusura dei piccoli presidi ospedalieri  allontanando  sempre di piu’ l’ospedale dal cittadino ,l’evolversi dei PTDA (percorsi terapeutico-diagnostico assistenziali) comporta  che il medico di emergenza/urgenza preospedaliera lavori in simbiosi  con quello del  sistema ospedaliero di emergenza, per la salvaguardia della continuità  della cura cui ha diritto il paziente. Lo specialista universalmente riconosciuto per la gestione dell’ emergenza sia preospedaliera e sia intraospedaliera con competenze altamente qualificate e’ quello della medicina d’urgenza ,ma i primi specialisti sono stati prodotti solo dal 2014 e sono tutt’ora molto pochi in tutta Italia. Attualmente  questi  medici convenzionati  dell’emergenza territoriale  li troviamo impiegati non solo nei servizi dell’emergenza territoriale ma anche nei pronto soccorso: urge la necessità di valorizzare la loro professionalità acquisita nel corso degli anni e superare il precariato.

L’emendamento riapre la possibilità per le Regioni di inquadrare in ruolo i medici titolari d’incarico in regime convenzionale a tempo indeterminato e determinato, privilegiando il rapporto di dipendenza rispetto al rapporto convenzionale con il Servizio sanitario nazionale, con previsione di superamento dei rapporti convenzionali per favorire la piena integrazione del sistema territoriale con quello ospedaliero ed uniformare la tipologia dei rapporti di lavoro.

 

3 ) Medici Fiscali

Il ministro de lavoro e delle politiche sociali  di concerto con il ministro per la pubblica amministrazione  e il ministro della salute,  con proprio decreto stipula  la  convenzione tra  l’INPS  e  le  organizzazioni sindacali di  categoria  comparativamente  piu’  rappresentative  sul piano nazionale che disciplinano il rapporto tra l’INPS e i medici di medicina fiscale per lo svolgimento degli accertamenti  medico-legali sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia. Tenuto conto degli  articoli 18 e 22 del decreto legislativo n. 75 del 2017, di attuazione della legge delega n. 124 del 2015  che è ha  istituito il polo unico per le visite fiscali.

Relazione :

I medici fiscali in attività in Italia sono circa 900. Una visita fiscale  viene pagata dal 2008: a) in giorno feriale Euro 41,67;  b) in giorno festivo Euro 52,82;  c) per la visita di controllo domiciliare feriale non eseguita a causa di mancata reperibilità  del lavoratore Euro 28,29; d) per la visita di controllo domiciliare festiva non eseguita a causa di mancata reperibilità del lavoratore Euro 39,61  Gli stipendi mensili sono relativi al numero di visite effettuate. C’è chi ne fa 80-90 al mese e chi ne fa 30-40. Questa differenza dipende dalle visite richieste dai datori di lavoro.

Di giungere alla stipula di una convenzione tra l’Inps e i medici fiscali tramite un Accordo Collettivo Nazionale che dia ai medici fiscali con  un inquadramento lavorativo analogo a quello dei medici  in convenzione con il SSN con contratto orario  (es. medicina dei servizi, specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale, emergenza territoriale).

Si tratta di garantire stabilità lavorativa ai medici fiscali, dopo 30 anni di precariato, riconoscendo , dignità e un inquadramento.

 

 

L’Ufficio Stampa SMI