Comunicato Stampa 06.11.2018

Comunicato stampa

Stabilizzazione dei medici fiscali con stipula della convenzione tra  l’INPS  e  le organizzazioni sindacali di categoria comparativamente piu’ rappresentative dei medici fiscali

Proposta di emendamento legge di bilancio 2019

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali  di concerto con il Ministro per la Pubblica Amministrazione  e il Ministro della Salute,  con proprio decreto stipula  la   convenzione tra  l’INPS  e  le  organizzazioni sindacali di  categoria  comparativamente  piu’  rappresentative  sul piano nazionale che disciplinano il rapporto tra l’INPS e i medici di medicina fiscale per lo svolgimento degli accertamenti  medico-legali sui lavoratori dipendenti pubblici e privati assenti per malattia tenuto conto degli  articoli 18 e 22 del decreto legislativo n. 75 del 2017, di attuazione della legge delega n. 124 del 2015  che è ha  istituito il polo unico per le visite fiscali per giungere alla stipula di una convenzione tra l’Inps e i medici fiscali tramite un Accordo Collettivo Nazionale che dia ai medici fiscali con  un inquadramento lavorativo analogo a quello dei medici  in convenzione con il SSN con contratto orario  (es. medicina dei servizi, specialistica ambulatoriale, continuità assistenziale, emergenza territoriale).

 

Relazione :

I medici fiscali in attività in Italia sono circa 900. Una visita fiscale  viene pagata dal 2008: a) in giorno feriale Euro 41,67;  b) in giorno festivo Euro 52,82;  c) per la visita di controllo domiciliare feriale non eseguita a causa di mancata reperibilità  del lavoratore Euro 28,29; d) per la visita di controllo domiciliare festiva non eseguita a causa di mancata reperibilità del lavoratore Euro 39,61  Gli stipendi mensili sono relativi al numero di visite effettuate. C’è chi ne fa 80-90 al mese e chi ne fa 30-40. Questa differenza dipende dalle visite richieste dai datori di lavoro.

Si tratta di garantire stabilità lavorativa ai medici fiscali, riconoscendo , dignità ,dopo 30 anni di precariato, tutele (infortunio sul lavoro,ferie, malattia e i contributi previdenziali) e un inquadramento lavorativo, in ottemperanza alla relazione  conclusiva  dell’indagine conoscitiva della XII commissione Affari Sociali della Camera del 28.05.2014 (Indagine conoscitiva sull’organizzazione dell’attività dei medici

 che svolgono gli accertamenti

 sanitari per verificare lo stato

 di salute del dipendente assente

 per malattia) in quanto “peraltro tale

attività è stata regolata in via amministrativa in modo non uniforme

sul territorio nazionale e attraverso un contratto difficilmente riconducibile al rapporto di lavoro dipendente ma atipico sia rispetto alla

categoria dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa che

rispetto al lavoro autonomo e, in particolare, all’esercizio delle

professioni intellettuali, in quanto non si risolve nella prestazione di

un’opera o di un servizio verso un corrispettivo, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione, essendo piuttosto caratterizzato da lunghe reperibilità, non adeguatamente remunerate ed assolutamente sproporzionate rispetto alle prestazioni

effettivamente richieste.”

La convenzione doveva essere stipulata entro il 31.08.2017 con atto d’indirizzo approvato  il 2 agosto 2017 dal il Ministro del Lavoro  e delle politiche sociali di concerto con  il Ministro per la Semplificazione  e la Pubblica Amministrazione  e il Ministro della Salute.

L’intestazione  dello stesso atto riportava  “stipula delle convenzioni tra Inps e sindacati dei medici di  medicina generale ( ovvero medici di famiglia) invece che tra le  Organizzazioni sindacali  maggiormente rappresentativi dei medici fiscali(in contrasto con il corpo dell’articolo 1 dello stesso atto).Paradossalmente con questo criterio,dovrebbero essere i sindacati dei medici di  medicina generale, ovvero chi certifica lo stato di malattia  a rappresentare i medici fiscali.

Il giudice  del lavoro (sentenza  07/06/2018) condanna l’Inps per condotta antisindacale e  ordina all’Istituto  la cessazione da tale illegittimo  comportamento e ordina all’Inps la ripresa delle trattative con la   partecipazione del sindacato ricorrente,ritenendo che l’unico criterio di rappresentatività possibile sia il numero di medici fiscali iscritti all’associazione sindacale.

E’  del  15 ottobre 2018  la sentenza del Tar del Lazio che ha affermato  che “ La rubrica del decreto del 2 agosto 2017 non può che essere considerato un mero errore materiale posto che la rubrica contrasta con il chiaro contenuto dello stesso decreto ministeriale.Alla stipulazione delle convenzioni devono partecipare le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della categoria dei medici fiscali .L’oggetto dell’atto di indirizzo in questione, sulla base del senso letterale delle parole, criterio per accertare il significato della forma rappresentativa è costituito dalla stipulazione di convenzioni atte a disciplinare il rapporto tra l’Inps e i medici di medicina fiscale, con la conseguenza che la categoria rilevante è quella dei medici fiscali.Di contro manca del tutto, sia nella normativa di legge che in quella regolamentare, ogni possibile   riferimento alle “organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale” quali parti stipulanti le  convenzioni con l’INPS previste dal citato art. 55 septies, che possa giustificare l’attuale   formulazione dell’oggetto del decreto frutto, all’evidenza, di un mero errore materiale. .

Ad oggi i medici fiscali non hanno stipulato quindi  nessuna convenzione per azione antisindacale dell’Inps e per un mero errore materiale dell’oggetto dell’ atto d’indirizzo di un Decreto Ministeriale.

Ufficio Stampa SMI