Comunicato stampa 19.10.2018

Comunicato Stampa

                      <Giovani medici e precarietà: il Governo faccia presto>

Dichiarazione di: Fabrizio Salemi, del Settore Formazione dello SMI (Sindacato Medici Italiani)

 

Rona 19 Ott. – <Non è più rinviabile mettere mano alla qualità del percorso della formazione per i medici attraverso l’istituzione della specializzazione in medicina generale, a fronte della precarietà della professione e in presenza dell’alto tasso di disoccupazione  delle nuove leve mediche> ha dichiarato Fabrizio Salemi, del Settore Formazione dello SMI.

<Per lo SMI sono obiettivi prioritari: l’aumento del numero di contratti e la possibilità per le nuove generazioni di medici, in possesso del corso di formazione in medicina generale, di accedere agli incarichi a tempo indeterminato. Per fare fronte alla carenza dei medici ci aspettiamo dal Governo un provvedimento che da subito aumenti, considerevolmente, il numero delle borse di studio per la medicina generale e per scuole di specializzazione>, aggiunge Salemi.

<Nel nostro paese è la Costituzione che  prevede il diritto alla salute, di conseguenza vi è necessità di dover assicurare l’erogabilità di un servizio indispensabile per il SSN, quello di medicina generale. Per superare lo stallo venutesi a creare in medicina generale per l’ insufficienza di medici formati e in virtù delle necessità delle varie regioni, si potrebbero realizzare le condizioni per i medici precari per una loro stabilizzazione, facendoli accedere ai corsi di formazione> continua, ancora, Salemi.

<Per noi dello SMI è prioritario dare precedenza ai giovani medici che hanno scelto il corso di formazione; solo qualora questi non dovessero essere sufficienti in numero tale d’assicurare il servizio, si potrebbe favorire l’accesso al corso di formazione per i medici precari.Su questi temi saremo impegnati, in tutto il Paese, per la piena valorizzazione della professione medica, per creare nuovi sbocchi occupazionali per i giovani medici, per valorizzare tutte le potenzialità del Servizio Sanitario Nazionale e per garantire alle colleghe che frequentano il corso di formazione la tutela della maternità > conclude l’esponente del Sindacato Medici Italiani.

L’Ufficio Stampa SMI