Comunicato stampa 12.10.2018

Sindacato dei Medici Italiani

Segreteria Regionale Toscana

sede: piazza S. Ambrogio, 50100 Firenze

 

SI N D A C A T O N A Z I O N A L E

A U T O N O M O

M E D I C I I T A L I A N I

S E G R E T E R I A O R G A N I Z Z A T I V A

T O S C A N A

 

COMUNICATO STAMPA

MANCATA PUBBLICAZIONE  ZONE CARENTI 118 REGIONE TOSCANA

<I MEDICI DELLO SNAMI E DELLO SMI : BASTA CON I SOVRACCARICHI DI LAVORO

NO ALLA DEMEDICALIZZAZIONE DEL TERRITORIO >

NOTA  CONGIUNTA  dello SNAMI –  e dello SMI REGIONE TOSCANA

 

Firenze 12 ott.- <Siamo giunti al secondo semestre del 2018 e la Regione Toscana, pur perdurando una  cronica penuria di personale medico del 118, non attua nessuna misura allo scopo di reclutare nuovo personale per permettere il normale turnover, anzi, a differenza del primo semestre, non ha nemmeno richiesto alle ASL di determinare le c.d. “zone carenti” per l’Emergenza territoriale, non riconoscendo di fatto le gravissime condizioni di carenza del personale medico del settore> coì in una nota congiunta lo SNAMI e SMI  i due sindacati dei medici che rappresentano il 90% dei medici 118  regionali.

<Da anni continuiamo a subire un sovraccarico lavorativo inaccettabile, spesso costretti a coprire un monte ore che va oltre il massimale consentito; una parte dei turni viene coperta come attività libero-professionale dei medici dipendenti; in alcune aziende sono stati firmati alcuni contratti con personale convenzionato a tempo determinato, nonostante il precedente impegno della Regione a non creare nuovo

precariato. Alcuni Direttori di ASL  propongono addirittura il blocco delle ferie, che, come sappiamo, sono un diritto costituzionalmente tutelato>.

<La situazione rende poi impossibile la mobilità dei medici 118, ormai bloccata da circa 10 anni, con tutto quello che ne consegue, ovvero la situazione di disagio per i medici che per motivi personali e familiari vorrebbero trasferirsi in altre Aziende. A questo si aggiunge il potenziale rischio clinico per i medici sottoposti a turnazioni massacranti, in un settore critico come quello dell’Emergenza>.

<E’ vero che negli ultimi anni è stato formato un numero limitato di medici specialisti in medicina d’urgenza, ma praticamente nessuno di questi si è reso disponibile per il lavoro sul territorio a bordo delle automediche con medico ed infermiere e delle ambulanze con medico e soccorritori.

La Regione Toscana,  non chiedendo di determinare le zone carenti per l’Emergenza territoriale a tutte le ASL, si rende complice di una grave violazione contrattuale, negando le criticità del sistema e andando a minare l’efficienza del sistema dell’Emergenza territoriale.

SNAMI, nella Asl Toscana Centro, ha indetto da tempo uno stato di agitazione per questi motivi.

 

Se l’intento della regione e delle ASL è un drastico riassetto territoriale, che si esprime nella demedicalizzazione del territorio utilizzando diverse figure sanitarie o peggio ancora a vantaggio di mezzi con solo personale non sanitario, non può essere addotto come motivo la mancanza dei medici, dal momento che non sono state poste in essere le misure necessarie, in primo luogo quelle previste dall’ Accordo Collettivo Nazionale della medicina Convenzionata.

La posizione assunta dalla Regione, ovvero quella di non investire più nella figura medica nell’Emergenza territoriale, è a nostro avviso una decisione essenzialmente politica, fatto ancora più grave se si pensa alla pretesa ambizione di eccellenza per la sanità toscana e al tradizionale radicamento sul territorio del Volontariato sanitario. Considerato quanto sopra, SNAMI e SMI si avvarranno di tutte le ARMI

NORMATIVE E LEGALI per COMBATTERE LA DEMEDICALIZZAZIONE DEL TERRITORIO e per far applicare le leggi a tutela della salute pubblica.

 

L’Ufficio Stampa SMI